Italia terra del design? Sì, ma forse non resterà a lungo isolata in vetta alla classifica degli stati "design-oriented". Infatti, udite udite, perfino nella terra di Henry Ford è penetrata l'idea che il design possa essere una delle fonti principali del vantaggio competitivo. Insomma, anche qui in America le aziende hanno cominciato a chiedersi come fare per poter competere con le potenze economiche emergenti, che hanno strutture dei costi completamente diverse.
Per dare maggiore concretezza a queste affermazioni ecco alcuni dati che sono assolutamente illuminanti a riguardo. Il 72,7%(di 707 CEO intervistati) afferma che il design sia un'arma competitiva chiave contro le importazioni low-cost, e ben il 90,3% concorda che il design è una disciplina che il top management deve comprendere e padroneggiare. E per quanto riguarda le modalità di gestione-implementazione? l'81,1% afferma che il design non è materia da essere relegata meramente
ad un ufficio-design.
Notizie ancora più interessanti se si considera che queste percentuali variano di molto rispetto a quello che i CEO considerano essere il punto di vista delle loro aziende alle stesse domande (rispettivamente 49.3%, 48.1% e 52%). Il che sta a significare, secondo me, che anche se per il momento il "fenomeno design" in America non è molto importante ed è concentrato in alcune zone particolari (il nord sembra farla ancora da padrona) il futuro può prospettare orizzonti diversi. I CEO hanno afferrato dove sta il maggior valore nella loro catena del valore: tempo di impostare il cambio di rotta nella loro azienda, e le aziende italiane si troveranno alle calcagna una nuova flotta di agguerriti concorrenti che cercheranno di sfidarle giocando nel loro steso campo: design&creatività.
E i nostri imprenditori non posso nemmeno consolarsi pensando che questo scenario sia solamente un'ipotesi futura: le acque si stanno già muovendo e qualche azienda è già entrata in questa prospettiva. E cioè quella di competere utilizzando arte e design per andare incontro ai gusti dei consumatori e per creare un'identità di prodotto (in questo senso anche la pubblicità e il packaging sono considerati all'interno della definizione "design") o d'impresa.
Ancora titubati sull'esistenza di qualche azienda, magari dei settori tradizionali che stia effettivamente puntando (e ottenendo consensi) giocando in questo campo? Allora potrebbe essere interessante visitare il sito di questa azienda di porte del Montana, che costruisce i propri prodotti a partire dalle richieste dei consumatori e che ha scommesso sulla collaborazione con alcuni artisti. E i numeri le stanno dando ragione: in 4 anni ha raddoppiato il numero di occupati e le vendite.
Nuova sfida per le aziende italiane?
Nel prossimo numero inview su design e North Carolina e sui cluster creativi.
Who's behind these data?
http://www.rtsinc.org/
Stuart Rosenfeld
27 marzo 2007
The american way al design?
generato da VDM alle 04:12 1 commenti
Etichette design, innovazione
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